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Instagram ha rivelato i segreti del suo algoritmo per combattere Tik Tok?

Adam Mosseri, CEO di Instagram, tramite un lungo post sul blog della società ha deciso di spiegare – parzialmente – il funzionamento dell’algoritmo.

“Come fa Instagram a decidere quali contenuti mostrarmi?”, “perché alcuni dei miei post ottengono più visualizzazioni di altri?” e “in che modo Instagram decide cosa mostrarmi in Esplora?”

L’8 giugno Adam Mosseri, CEO di Instagram, tramite un lungo post sul blog della società ha deciso di spiegare – parzialmente – il funzionamento dell’algoritmo per rispondere ai numerosi dubbi e domande che – da sempre – gli utenti, influencer e agenzie si pongono nell’utilizzo della piattaforma. Un articolo che annuncia ufficialmente una serie di uscite che andranno ad indagare maggiormente cosa si cela dietro il funzionamento di Instagram.

Ufficialmente dietro questo “dietro le quinte” ci sarebbe un aiuto per favorire l’utilizzo della piattaforma, anche se secondo molti, si tratta di una mossa strategica in risposta ad alcune accuse rivolte ad Instagram di nascondere o favorire determinate pubblicazioni. Dal nostro punto di vista è un’ottima strategia anche per arginare il temibile concorrente cinese Tiktok che, con un algoritmo e un funzionamento del tutto differente, sta dando filo da torcere alla piattaforma di proprietà di Facebook.

C’è anche da specificare che l’uscita dell’articolo è coinciso con il via alla Creator Week organizzata da Instagram, incontro pensato per confrontarsi ed aiutare i creators nello sviluppo del proprio brand sulla piattaforma.

Che cos’è e come funziona l’algoritmo di Instagram

Il post inizia con una breve ma esaustiva introduzione su cosa sia l’algoritmo. O meglio gli algoritmi. Perché al di là di tutto quello che è stato pensato e detto dalla nascita di Instagram, Mosseri svela che no, non esiste un singolo algoritmo responsabile del funzionamento della piattaforma, bensì “una varietà di algoritmi, classificatori e processi” ognuno con uno scopo ben delineato. Il fine ultimo è quello di dare valore al tempo dell’utente, proponendo contenuti ed argomenti allineati il più possibile con i propri interessi. Se all’inizio dell’avventura la visualizzazione era cronologica, con l’avanzare del tempo e un numero sempre più alto di iscritti il numero dei post “persi” era nettamente maggiore di quelli visibili. Da qui l’idea di utilizzare parametri differenti nelle varie sezioni dell’app: se nel feed troveremo le persone a noi più care (ovvero coloro verso cui nutriamo maggiore attenzione), nella sezione esplora troveremo utenti a noi sconosciuti, ma in linea con i nostri interessi.

Svelati i segreti dietro il funzionamento di Instagram

Mosseri prosegue con un approfondimento sui contenuti, ovvero post, stories e reels (tralascia invece gli IGTV). Ecco i punti più importanti:

  1. La visualizzazione dei post e delle stories è dapprima in ordine cronologico (pubblicazioni più recenti) e successivamente in base alle informazioni raccolte sui singoli contenuti (chi ha postato, quando e l’argomento della pubblicazione);
  2. Instagram evita di mostrare troppi post dello stesso profilo di seguito (da qui possiamo trarre la conclusione che postare spesso non aumenterà le visualizzazioni del nostro profilo);
  3. I reels vengono mostrati prevalentemente alle persone che non seguono un determinato account. La loro funzione principale è quindi arrivare a nuovi utenti: prima individua i reels che – in base alle informazioni ricavate analizzando le attività dell’utente – pensa potrebbero interessare, per poi ordinare in base a quanto potrebbero incuriosire o attirare l’utente. Verranno proposti quindi reels simili a quelli che generalmente vengono guardati dall’inizio alla fine. Nella analisi dei dati è più importante considerare le visualizzazioni rispetto ai like.
  4. Nella sezione esplora vengono proposti contenuti di profili che non vengono seguiti dall’utente ma che possono interessare. Si possono trovare inoltre contenuti di utenti che erano seguiti in passato o altre pubblicazioni di utenti con i quali si è interagito.
  5. I post non possono raggiungere sempre lo stesso numero di utenti: la maggior parte degli utenti non vedrà ciò che viene postato perchè guarda meno della metà dei post che gli vengono proposti.

Per leggere tutte le informazioni vi invitiamo a leggere l’articolo integrale sul blog di Instagram.

Instagram vs. Tiktok

Fino al 2020 Instagram è stato essenzialmente senza rivali. O meglio, dovremmo dire che ha mandato fuori strada tutti coloro che, nel corso del tempo, hanno cercato di sopraffarlo. D’altronde – per esempio – le stories – introdotte nella seconda metà del 2016 – sono state create per fronteggiare l’ascesa di Snapchat, che da quel momento ha subito un drastico calo, rimanendo in auge solo tra gli adolescenti, principalmente negli Stati Uniti.

A partire dallo scorso anno il boom di Tiktok ha fatto tremare l’azienda di proprietà di Facebook. Da quel momento la piattaforma ha cercato il più possibile di stare al passo, introducendo nuovi formati per affrontare la concorrenza cinese. Non a caso nell’estate del 2020 sono nati i reels, un nuovo formato video molto simile (ma più basico) a quello proposto da Tiktok.

Affrontando l’argomento “Instagram vs. TikTok” c’è da fare una piccola, ma importante, precisazione. La finalità di Tiktok è totalmente diversa da quella di Instagram. Su TikTok è data grande importanza al contenuto più che al singolo utente; lo dimostra anche la sua configurazione suddivisa in “per te” e “seguiti”. L’algoritmo è totalmente differente e premia in modo veloce il contenuto. Viceversa Instagram è la patria degli influencer e degli amici. C’è una narrazione differente e una maggior necessità di creazione della community.

Quello che ci chiediamo dunque è: ha senso una “lotta” tra questi due social? Sono davvero concorrenti o hanno la possibilità di coesistere?

Il modello da seguire: l’ascesa di Khaby Lame

Khaby Lame è al momento una delle case history migliori per rappresentare l’utilizzo dei due social, che sono percepiti in maniera totalmente diversa. Se da una parte per TikTok il focus è sul contenuto, su Instagram si dà spazio al personaggio e alla creazione della community che aiuterà in maniera spontanea la crescita del brand.

Grazie a questa strategia arriva poche settimane fa ad essere il terzo Tiktoker più seguito al mondo con oltre 75 milioni di follower. Ma non solo. A partire da giugno dello scorso anno intuisce che la sua presenza social non può essere ridotta solo a Tiktok. Inizia quindi ad utilizzare il suo profilo personale su Instagram, pubblicando contenuti alternativi da quelli proposti sul social cinese, iniziando anche qui la sua scalata. Nel corso dei mesi la sua ascesa segue lo stesso percorso anche su Instagram, arrivando dapprima a superare il patron di Facebook, Mark Zuckerberg, e successivamente anche Chiara Ferragni, l’(ex) italiana più seguita sulla piattaforma. Attualmente ha oltre 24 milioni di follower e, si è stimato, che ogni qualvolta pubblica un contenuto ottiene fino a 200.000 nuovi seguaci.

Grazie a questa strategia arriva poche settimane fa ad essere il terzo Tiktoker più seguito al mondo con oltre 75 milioni di follower. Ma non solo. A partire da giugno dello scorso anno intuisce che la sua presenza social non può essere ridotta solo a Tiktok. Inizia quindi ad utilizzare il suo profilo personale su Instagram, pubblicando contenuti alternativi da quelli proposti sul social cinese, iniziando anche qui la sua scalata. Nel corso dei mesi la sua ascesa segue lo stesso percorso anche su Instagram, arrivando dapprima a superare il patron di Facebook, Mark Zuckerberg, e successivamente anche Chiara Ferragni, l’(ex) italiana più seguita sulla piattaforma. Attualmente ha oltre 24 milioni di follower e, si è stimato, che ogni qualvolta pubblica un contenuto ottiene fino a 200.000 nuovi seguaci.

Un esempio lampante che può aiutarci a capire ed interpretare lo scenario, cercando così di dare una riposta alle domande che ci siamo posti, è quello di Khaby Lame. Dopo il licenziamento avvenuto a causa del Covid-19, Khaby – ventunenne di Chivasso (TO)  – inizia a postare video ironici sul suo profilo Tiktok. La sua forza sta nel non utilizzare le parole ma solo gesti ed espressioni, azzerando così le barriere linguistiche.

Khaby Lame è al momento una delle case history migliori per rappresentare l’utilizzo dei due social, che sono percepiti in maniera totalmente diversa. Se da una parte per TikTok il focus è sul contenuto, su Instagram si dà spazio al personaggio e alla creazione della community che aiuterà in maniera spontanea la crescita del brand.

Conclusione: Instagram o TikTok?

Il “coming-out” di Instagram è in qualche modo legato al concorrente TikTok? Forse sì, o forse no. Ma questo avvicinamento, questo cambio di rotta, della piattaforma statunitense si presta anche ad una lettura del genere: avvicinamento alla community, aiuto nei confronti dei creators, introduzione di sempre nuove features per non perdere la propria utenza in favore del concorrente cinese. 

Ma se Instagram vede in TikTok un competitor, dalla parte degli utenti l’utilizzo di entrambe le piattaforme rappresenta una grande opportunità. Dopotutto rappresentano due facce della stessa medaglia, ma con tecniche, formati, obiettivi, algoritmi e dinamiche di interazione totalmente diversi. La vera forza di queste due piattaforme è la loro complementarietà nella gestione di una strategia di marketing, sia per gli influencer sia per le aziende.

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