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Employee brand advocacy: perché coinvolgere i propri dipendenti nella social media strategy

Perché e in che modo rendere consapevoli (e partecipi) i dipendenti della tua azienda delle strategie di marketing (e social media marketing).

I social sono diventati ormai indispensabili per le aziende, grandi o piccole che operano sia su mercati globali che locali.

Nello sviluppo ed esecuzione delle strategie di marketing ci si focalizza sugli obiettivi, gli strumenti più adatti per la campagna e tutte le azioni sono sotto la responsabilità del settore marketing. I dipendenti impegnati in altri settori come quello della produzione non vengono considerati se non per il ruolo per cui sono preposti. Purtroppo rimanere ancorati a schemi obsoleti di organizzazione aziendale, non aiuta a intravedere il potenziale inespresso in termini di marketing che può essere offerto da chi può mostrare il prodotto o il servizio da chi lo sviluppa, lo produce e lo vive quotidianamente.

Grandi aziende vs. piccole aziende

Molte grandi aziende stilano delle vere e proprie social media policy dedicate: questi documenti forniscono le linee guida con cui i dipartimenti di marketing possono coinvolgere e formare i dipendenti per renderli dei potenziali influencer; queste dinamiche si possono attuare anche quando un referente marketing opera con il supporto di agenzie di comunicazione esterne.

Questa tipologia di relazione lavorativa digitale rappresenta i capisaldi di un social come Linkedin, che mette in stretto contatto i profili dei dipendenti, quasi come fossero testimonial, con le pagine delle aziende e dei brand per i quali lavorano, in un proficuo e continuo scambio di post, commenti e condivisioni.

Le piccole aziende

Senza un referente marketing, per consuetudine in questi contesti sono i titolari a gestire i profili social spinti dalla proprietà del brand che ovviamente vogliono tutelare. Alle volte compaiono parenti giovani a rivestire il ruolo di social media manager, solo perché ci si può fidare e hanno “tanti like” o follower sulle proprie pagine.

Nel caso in cui l’attività sia in outsourcing, il rapporto cliente-agenzia/freelance è molto diverso da quello che si può trovare in una grande realtà, dove troviamo regole stabilite più rigide e maggiore formazione dei referenti interni.

Siamo quindi ancora lontani dalla redazione di una social media policy interna (né tantomeno esterna rivolto ai clienti!).

Alle volte si liquida la questione in modo superficiale, mettendo in contatto un dipendente “che lavora davanti al computer” con un’agenzia esterna a cui deve inoltrare foto, testi o contenuti senza la minima comprensione del piano editoriale.

Coinvolgere i propri dipendenti nelle proprie strategie comunicative non può che apportare benefici all’attività, ma solo previa formazione di questi ultimi. Infatti è bene ricordare che i dipendenti sono i primi stakeholder di qualsiasi organizzazione e creare una strategia che ne tenga conto, significa creare un’azione vincente soprattutto nel social media marketing.

Lo sapevi che il 74% degli italiani intervistati per un’indagine condotta da Edelman fidarsi di più dell’opinione dei dipendenti di un’azienda rispetto a quella del CEO? In questo senso, avere dei dipendenti che sono anche “fan” del marchio potrebbe rivelarsi un ulteriore vantaggio, poiché sarebbero una fonte di informazione “più veritiera” agli occhi dei consumatori.

Come può un dipendente diventare parte attiva di una social media strategy?

Le attività possono essere svariate, ma in particolare:

Queste attività però non possono essere svolte se non vengono resi consapevoli dell’apporto in termini di comunicazione e marketing.

La partecipazione vincente

In che modo i dipendenti di una piccola attività diventano un valore aggiunto per comunicazione?

Per prima cosa devono essere resi partecipi delle attività, devono essere quindi organizzati momenti di formazione, con il supporto di un’agenzia esterna  che imposta la strategia di comunicazione . Per spronarli a diventare parte del progetto comunicativo è necessario motivarli, e mostrare il loro valore, facendoli sentire parte integrante dell’azienda.

Insomma fare quello che nel marketing viene definito “employee brand advocacy” ovvero la “capacità di coinvolgere direttamente i dipendenti nella promozione aziendale”.

Stilare una social media policy

Emerge quindi l’importanza di quelle regole condivise sia a tutela dell’azienda che del dipendente, in quanto l’attivazione di momenti formativi e l’inserimento di nuove mansioni devono avvenire nel rispetto dei contratti di lavoro.

Il potenziale dei dipendenti

In conclusione, è importante che i dipendenti siano i primi sostenitori dell’azienda.
Ignorare le loro potenzialità è sbagliato e può arrivare anche a danneggiare l’azienda (per esempio con pubblicazioni non in linea con la filosofia aziendale o dove vengono svelati prodotti o campagne pubblicitarie). Il tutto però parte da un punto fondamentale:
 l’affiancamento flessibile da parte di un’agenzia di comunicazione in grado sia di formare i dipendenti sia di generare i media adatti a sostegno di una campagna di comunicazione.

Contattaci per creare la tua social media strategy e formare i tuoi dipendenti!

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